Il nostro programma
è la semplice ed antica
regola cavalleresca:
amare il bene, dire la verità,
non avere paura,
proteggere i più deboli
ATTUALITA'
- Trieste alla rovescia ed una domanda obbligata
- PDF Numero 3 - 13 aprile 2012
- PDF Numero 2 - 23 marzo 2012
- Zagabria nell’UE: gli Italiani di Croazia non si sentono affatto discriminati
- “Porzûs”, l’intelligence alleata ed i documenti nascosti
- Assistenza sociale: obbligo di legge del Comune
- Cittadini indignati, politici latitanti
- PDF Numero 1 - 10 marzo 2012
RUBRICHE
Unità e verità d'Italia
Editoriale
Le celebrazioni per il 150° dell'unità d'Italia (1861), o più esattamente della creazione di un primo stato nazionale italiano − come regno sino al 1946 e da allora repubblica − sono state purtroppo l'ennesima riproposizione di retoriche immature sul passato, favorevoli o contrarie, invece che di riflessioni serie, utili e concrete sulla dignità, la realtà ed il futuro del Paese d'oggi. E la scarsissima partecipazione di popolo ha dimostrato che la gente se ne rende perfettamente conto.
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Perchè questa Voce per Trieste
Anche se vi sembra nuovissima, la Voce ha già due anni di vita e di battaglie per Trieste, prima in edicola e poi su internet. Noi siamo infatti la redazione che nel 2010 aveva trasformato un foglio da nulla, il Tuono, nel primo settimanale triestino d’inchiesta (col solo precedente del mensile Zeno di Paolo Zeriali), d’informazione indipendente e cultura.
Cittadini indignati, politici latitanti
Il nostro ‘numero zero’ di presentazione della Voce (18 febbraio) ha avuto successo di pubblico e vendita, sollevando molti entusiasmi.
A comprova che la città non è affatto spenta e rassegnata come sembrerebbe invece dalla stampa locale di sistema, soporifera e tartufesca come poche.
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Altri articoli...
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Trieste alla rovescia ed una domanda obbligata
Il mondo alla rovescia rientra nelle tradizioni magiche e favolistiche di molti popoli, inclusi gli indiani d’America.
A Trieste per questo genere di osservazioni antropologiche bastava invece la recente riunione conoscitiva del Consiglio comunale sul porto, ed i suoi sviluppi politici e di stampa.
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Costruiamo assieme un movimento trasversale qualificato ed apartitico per il Porto di Trieste
Da un paio di settimane gli agenti marittimi triestini superstiti hanno ritrovato il coraggio della disperazione per denunciare sulla stampa quotidiana locale l'agonìa del Porto di Trieste, sempre più emarginato dalla concorrenza del sistema portuale della penisola italiana, che ci strozza i collegamenti ferroviari impedendoci il reinserimento operoso nel nostro spazio economico mitteleuropeo.
A questi si sono aggiunti da oltre un anno i
I politici e pubblici amministratori coinvolti non hanno più scuse
Il rigore tributario deve colpire i forti e non affossare i deboli
Carichi abnormi da fuori provincia e controlli incerti
Su denunce vecchie e nuove contro operazioni della ‘cupola’ locale
Verità e disinformazione su un diritto fondamentale
Mentre aumentano sia i traffici criminali che i rischi concreti di riciclaggio, il SIULP ha lanciato l'allarme da oltre un anno
La notizia vera, ed importante per il lavoro portuale di Trieste in crisi, è che la suprema Corte amministrativa italiana, il Consiglio di Stato, con sentenza n. 2780/2012 depositata il 15 maggio ha confermato integralmente la sentenza n. 2677/2009 del TAR del Lazio che ha respinto per motivi procedurali un ricorso in materia di pianificazione territoriale nel Porto Franco internazionale di Trieste, ma ha riaffermato gli obblighi internazionali inderogabili dello Stato italiano a mantenerlo e svilupparlo al servizio di tutte le Nazioni.
Passività in crescita continua tra errori, azzardi e silenzi: il Comune proprietario deve prendere provvedimenti.
«Gioco delle parti» tra gli enti competenti, la colpa è di nessuno
Il governo Orbán fra destra revanscista ed aspirazioni mitteleuropee
In testimonianza diretta dalla Val di Susa
Con tutto quello che si dice, nel bene e nel male, della presidente di nomina politica dell’Autorità Portuale, Marina Monassi, non le si può negare lo charme di un’esposizione pubblica sempre disinvolta dei suoi pensieri, lineari o contraddittori che siano.
Come abbiamo già scritto sul nostro numero zero di presentazione, il governo Monti, piaccia o no e fatte salve tutte le critiche fondate di dettaglio, è un commissariamento qualificato d’emergenza del Paese, altrimenti occupato da una classe politica troppo incapace, corrotta e farsesca per saper affrontare la crisi finanziaria globale che rischia di affondarlo con esiti interni ed internazionali devastanti.
Nell'antitesi forzata tra lavoro e salute dei lavoratori e collettiva: la nostra inchiesta su inquinamento, rischi, controlli ed inerzie
In Italia i giornali si fanno problema solo di riempire le pagine, ed i politici e partiti le tasche ed il sacco dei voti. Mentre le categorie sociali ed economiche hanno diritto e ragione a difendere i loro interessi minacciati: sacrosanti quelli dei pensionati e dei lavoratori deboli (dipendenti ed autonomi, tassisti inclusi) ed opinabili, ma in buona parte legittimi, quelli dei benestanti.



